Israele e la pandemia. Un binomio divenuto concettualmente abituale nell’era del Covid. Lo stato israeliano ha assunto rapidamente il ruolo di benchmark internazionale per la precoce e avanzata campagna vaccinale. Modello positivo o al contrario apripista da non seguire, Israele ha avuto il ruolo di primo paese a sperimentare una vaccinazione di massa e con più dosi scandite nel tempo. Diventata la terra di elezione del vaccino, le virostar si sono sbizzarrite nel tesserne le lodi.
Le ottimistiche previsioni del sistema sanitario israeliano si sono però rivelate meno efficaci rispetto a quanto previsto. L’immunizzazione ridotta della vaccinazione ha infatti messo in discussione il modello d’Israele, facendo cadere in errore anche molte virostar nostrane. Tra queste Roberto Burioni, volto noto dei salotti televisivi e figura iconica della virologia mainstream.
Le previsioni di Burioni sull’uscita d’Israele dalla pandemia grazie alla campagna vaccinale si sono infatti rivelate assolutamente lontane dagli attuali dati del contagio israeliano. Nonostante gli annunci dei risultati ottenuti, oggi Israele è infatti ancora ben lontano dall’aver archiviato l’emergenza pandemica.
In diretta Fabio Duranti a “Un giorno speciale”
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