La parole corrono lente sul foglio, gravi e dure. Il fluire dei pensieri si snodano gravi. Una lettera senza appello contro la classe politica italiana nell’era della pandemia. Una riflessione che evidenzia tutti i limiti di una gestione pandemica incerta, difficoltosa, lontana dalle paure e dai dubbi dei cittadini.
Il pensiero è lucido e il giudizio netto, una politica ormai esautorata e secondaria nelle scelte decisive rispetto alla forza dei mercati, eminenza grigia della finanza economica. Panorama desolante di un potere politico ridotto ad ancella rispetto a poteri opachi e lontani dal giudizio democratico. Urla, grida, un confronto di facciata tra forze politiche ridotte all’insignificanza decisionale, maschere ridotte al semplice ruolo di esecutori ed ingranaggi di una catena di potere la cui cabina di regia è lontana dal Parlamento e dalla democrazia.
Fabio Duranti legge in diretta la lettera da brividi.
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