Massimo Andreoni, Primario di Infettivologia presso l’Università di Roma Tor Vergata di Roma, ha parlato della situazione relativa al Covid-19, con i contagi in rialzo e la terza dose che ormai è diventata realtà e che al momento è stata inoculata a immunodepressi, personale sanitario e anziani.
Per il Primario, inoltre, un commento sulla pillola antivirale Molnupiravir, prodotta da Merck, un farmaco che permetterà di ridurre sensibilmente il rischio di ospedalizzazione nei pazienti che vengono infettati e sviluppano il Covid-19. L’infettivologo, ospite di ‘Lavori in Corso’, ha parlato così.
“Alcune cose le stiamo vivendo in diretta ma non è facile. Devo dire che dai dati mi risultano l’infezione naturale ha una protezione un po’ più lunga – si parla di nove mesi – rispetto a chi è vaccinato ma credo che su questo si rischia di fare ancora più confusione”.
“Chi prende questo antivirale ha un rischio ridotto di finire in terapia intensiva. Sono otto pasticche da prendere divise in due volte al giorno per cinque giorni. I dati hanno mostrato che tra chi prende il farmaco e chi no, se preso nei primi tre giorni dall’inizio della malattia, c’è la possibilità di ridurre del 50% il rischio di evoluzione della malattia. Serve per persone a rischio di evoluzione di malattia, che vuol dire obeso, anziano, cardiopatico e tutte le categorie che abbiamo imparato. Il farmaco riesce a ridurre del 50% la progressione di malattia e la morte. Questi numeri sono incoraggianti. Come il vaccino, serve”.
“Quello che possiamo dire oggi, è che chi ha avuto la dose fatta a lungo fino a gennaio dovrebbe star tranquillo perché il suo Green Pass funziona e fino a gennaio non ha bisogno di fare la terza dose. Per cui potrebbe aspettare, non avrebbe bisogno di farne una immediatamente. Io ho fatto la terza dose, sono fortemente orientato sulla sua funzionalità. Non pretendo di essere nel giusto ma questa è la mia indicazione”.
“La vaccinazione riduce il fischio di infezione. I vaccinati si infettano meno. La terza dose viene fatta perché riduce il fischio di ospedalizzazione che è il problema più grande perché anche altre malattie stanno pagando per il Covid. Dobbiamo lasciare letti liberi per le altre malattie. Come si sconfigge il virus? Lasciandolo circolare. Scientificamente se uno lasciasse il virus circolare, l’adattamento avverrebbe prima ma pagheremmo uno sconto mostruoso con migliaia di morti. La spagnola ha fatto 20 milioni di morti e così ha ‘risolto il problema’. Dobbiamo capire di quanti morti vogliamo ‘accontentarci’. I vaccini rendono più complicato l’adattamento del virus sull’essere umano perché sfugge”.
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