La Juventus si è svegliata. Sia chiaro si sono ridestati Dybala e Chiesa, i soli attori protagonisti non soltanto nella partita comoda, fino a un certo punto, con i russi dello Zenit. Quattro gol non si segnalavano da secoli per la squadra bianconera ma i due incassati fanno ormai parte del repertorio, anche se il primo è nato da una deviazione di Bonucci, quasi un segnale che il destino manda segnali perfidi. La Juve ha giocato con ritmo e ordine, caratteristiche smarrite in campionato, buona circolazione di palla, ottimo McKennie nel lavoro duplice di corsa e di finalizzazione, ordinario Locatelli, ininfluente Bernardeschi che non ha nulla del centrocampista, porta il pallone, corre sulle uova e non va alla conclusione se non ritardata, evanescente Morata autore del quarto gol inutile, il resto in linea con un passato remoto, con qualche speranza per il futuro. Ora si penserà che la clausura sia servita al riscatto e che lo psicologo convocato da Allegri abbia restituito serenità ai depressi juventini. Bazlle. Molto ha fatto lo Zenit, molta la paura di essere ancora svergognati. Ora arriva la Fiorentina e conosceremo la verità.
Per la cronaca, Cristiano Ronaldo ha segnato altri due gol pareggiando la sfida con l’Atalanta. Il portoghese è ormai al tramonto. Come Ibrahimovic. Andate a spalare il mare.

Tony Damascelli