Superata l’ansia con la vittoria di Salerno, restano alcuni equivoci. Due gol in novanta minuti di dominio chiaro ma con un football lento e rallentato, Allegri non ha rischiato le doppie punte, non c’entra la sua capigliatura ormai smarrita, ha scelto Kean e poi lo ha richiamato per Morata, comportandosi diversamente da Gasperini che nel pomeriggio aveva scelto Muriel e Pasalic concedendo riposo a Zapata. Dunque una punta con alle spalle un eccellente Dybala che ha segnato un gol da artista e ha sbagliato il rigore slittando sul dischetto e calciando verso il cielo umido di Salerno.
Squadra solita nella testa, molto orizzontale nello sviluppo delle azioni, vivace Pellegrini, più presente De Ligt grazie a Chiellini che ha una reattività superiore a Bonucci lasciato a riposo. Solita fuffa quella di Bernardeschi e Kulusevski alla ricerca di una identità smarrita, la Salernitana è roba piccola, ha anche colpito un palo ma è stato un solo coriandolo in una festa bella dello stadio. La Juventus ha risposto alla vittoria larga dell’Atalanta i punti di distacco dal quarto posto restano 7, Allegri ha fatto il fenomeno concedendo all’argentino Soulé tre secondi tre di presenza, un cortissimo muso per dire che qualche idea ci sarebbe pure ma arriva tardi, molto tardi. Come la sua Juventus.
Tony Damascelli
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