“La ringrazio, Presidente. Io volevo permettermi di ringraziare questa Istituzione, lei Presidente, e tutta la Camera dei deputati che ha evidenziato come il sia una misura burocratica e non sanitaria, permettendomi di essere qui a svolgere le mie funzioni ed il ruolo di parlamentare eletta . La stessa regola, messa dal Parlamento, colpisce milioni di lavoratori, colpevoli di essere nati liberi e sani“. Così tuona la deputata Sara Cunial, relegata sulla tribuna dell’emiciclo nel corso della discussione sull’ordine dei lavori.
“Dall’alto della mia posizione, oggi, vi lancio l’arma più potente: io vi perdono, anche se mi state discriminando come mai è successo in quest’Aula a nessun altro parlamentare“, ma il discorso della deputata non si spinge oltre, perché il suo microfono viene messo fuori uso dopo i vani tentativi di controbattere della presidente Maria Edera Spadoni.
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