No, non si tratta di una teoria, né di un’ipotesi, né di una macchinazione ispirata da un incubo.
Il paradigma della salute ad ogni costo sta portando l’intera società verso estremi ancora inesplorati. Tanto si è detto del Green Pass, lasciapassare che fa tornare alla memoria i tempi bui della storia. Poco invece si parla di un orizzonte rimasto nascosto, dal ruolo potenzialmente devastante: il microchip sottopelle. Nell’era dell’ipertecnologia, quando solo a inizio secolo si sognava lo sviluppo digitale nel quale siamo arrivati, nemmeno questa ipotesi può più essere esclusa. Se a ciò si aggiunge la svolta autoritaria impressa da oltre un anno e mezzo, i meccanismi di controllo imposti in nome del benessere collettivo, gli ingredienti potrebbero essere già tutti sul tavolo.

La possibilità di farsi impiantare un microchip sottocutaneo per avere tutti i propri dati a portata di mano è già realtà in Svezia, dove migliaia di persone hanno scelto la via della tecnologia intracorporea. Intervistato dai giornalisti della trasmissione “Controcorrente”, il consigliere delegato di una società specializzata in impianti microelettronici – tale Hannes Sjöblad – ha parlato dell’idea distopica come una svolta che non è necessariamente negativo definire da transumanesimo (“Sempre più simili ai cyborg? Non è una cosa negativa“).
Uno scenario che presto potrebbe verificarsi anche in Italia, sul quale è intervenuto in diretta il professor Alessandro Meluzzi: “Devono poter sapere esattamente se quello che ho di fronte ha 37 di temperatura o 36.5, ha la glicemia alta o la glicemia bassa, ha avuto un rapporto sessuale o non lo ha avuto, è arrabbiato o non è arrabbiato, lo devo ridurre in qualche modo a un dato”. Quale strumento migliore di un microchip offerto come un vantaggio per le nostre vite per andare sempre più verso uno Stato totalitario (senza precedenti, in questo caso) e dentro una realtà che, solo fino a ieri, veniva rifiutata come impossibile e quasi ai limiti della sanità mentale?

Ecco il commento del Prof. Meluzzi a Un Giorno Speciale, con Fabio Duranti e Francesco Vergovich.