Politica

Il retroscena sul Ddl Zan ▷ “Sono state fatte le prove tecniche per il prossimo nome al Quirinale”

Cosa si cela dietro al risultato del voto del Senato sul Ddl Zan? Quello che doveva essere semplicemente il voto per la legge contro l’omobitransfobia ha rivelato e reso palesi alcuni equilibri che erano latenti. Sono così emerse delle coalizioni che lasciano presagire e spianano la strada verso l’elezione del Capo dello Stato.

A parlarne, a “Un Giorno Speciale”, è stato l’esperto retroscenista politico Marco Antonellis.

Dal Ddl Zan al Quirinale

Ieri, questo voto sono state le prove tecniche per l’elezione del Quirinale. Le due formazioni centro-destra e centro-sinistra hanno cominciato a contarsi e soppesarsi. Ieri è partita la candidatura a Casini per il Quirinale. Hanno voluto vedere se Casini aveva i numeri, cioè se un candidato centro-destra, più centristi, gruppo misto e Italia Viva avevano i numeri per eleggere un candidato che al momento è Casini. I numeri ce li hanno. Infatti PD e Cinque Stelle oggi stanno un po’ nel panico perché, in realtà, pensavano loro di strappare i centristi al centro-destra. Invece, è il centro-destra che rischia di strappare un pezzo di centro-sinistra. Cioè nello specifico Italia Viva e Matteo Renzi, che poi ieri stava in altre faccende affaccendato“.

Dal ddl Zan si va all’elezione del prossimo Capo dello Stato. Berlusconi per adesso gli raccontano un po’ di fandonie, anche i suoi lo lasciano credere. Lo faranno credere anche per le prime tre votazioni. Quando poi lui se ne farà una ragione perché alle prime tre votazioni non passerà, dalla quarta si abbasserà il quorum e lì a quel punto potrà essere efficace lo schema sorto ufficialmente ieri: centro-destra, Italia Viva e centristi“.

I giochi di potere di Matteo Renzi

Il candidato già ce l’hanno ed è Pier Ferdinando Casini, che da cattolico ieri una parola sul ddl Zan l’avrebbe potuta dire e, invece, è uno dei pochi politici italiani che è stato in completo silenzio. Questo per chi sa leggere certi segnali capisce che è un silenzio molto assordante“.

Il promotore di Casini al Quirinale è Matteo Renzi che ha già piazzato Draghi. Giochi parlamentari a livello di tattica parlamentare; Renzi è forse il più esperto che abbiamo in Italia al momento“.

Un partito da prefisso telefonico che, però, quella quarantina di parlamentari che lui ha diventano poi fondamentali per tutti questi giochi che sono quelli che impostano l’ago della bilancia; in questo lui ,c’è da dire, è molto bravo. L’altra volta per portare Draghi a Palazzo Chigi si è messo in saccoccia personaggi del calibro di Bettini e Franceschini che volevano tenere a tutti i costi Conte, voglio dire parliamo di due professionisti della politica di grossissimo calibro, non due sprovveduti“.

Un Giorno Speciale

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