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La carta vincente del Prof. Michetti ▷ “Farò le cose con le mani libere: altri non hanno la mia libertà”

Si avvicina la fatidica data del ballottaggio a Roma. A contendersi la guida della Capitale due visioni politiche contrapposte, due diversi modi di concepire il governo di una città. Da una parte Enrico Michetti, esperto in diritto amministrativo dunque proveniente dalla società civile, scelto dal centrodestra per tornare in Campidoglio dopo anni di assenza. Dall’altra Roberto Gualtieri, formazione in storia ma ruolo da dirigente politico in economia, volto europeista emerso con il Governo Conte 2 e poi nominato dal Pd come candidato alle elezioni romane.

Bastano queste brevi righe per evidenziare le differenze di campo tra Michetti e Gualtieri. L’uno impegnato da sempre a risolvere i problemi legali e burocratici dei Comuni del Lazio. L’altro assurto alle cronache per il suo legame con le istituzioni europee, che ha dimostrato con l’esperienza nel precedente esecutivo.

A marcare le divergenze è lo stesso Enrico Michetti, che in diretta con Stefano Molinari, ha sottolineato che “chi viene dal palazzo deve restare alle regole del palazzo, mantenere le logiche del palazzo. Io non appartengo al palazzo: ho le mani libere”.

Ecco il discorso del Prof. Michetti a Lavori in Corso.

“Purtroppo si sta portando la campagna elettorale da un’altra parte. Si cerca di affibbiarmi delle etichette che io non ho. Si cerca di screditare la persona. Tu pensa che io ho ricevuto 86 attacchi, quasi ogni giorno c’era un attacco nei miei confronti. E tutti che poi finivano la sera stessa. Ogni giorno si cercava di screditare la mia persone. È chiaro che questo fa la differenza, il cittadino viene ingannato. E questo non va bene.

Io non appartengo ai palazzi, io non ho tessere di partito, non devo rispondere all’establishment: sotto questo profilo io sono la novità. Io mi impegnerò a fare le cose senza guardare in faccia nessuno. Perché io non ho tessere di partito, posso scegliere le persone che voglio, mi muovo secondo una libertà e un’indipendenza che altri non hanno. Chi viene dal palazzo deve restare alle regole del palazzo. Devono mantenere le logiche del palazzo. Io non appartengo al palazzo: ho le mani libere.

Guardate che Roma non la si guarda da Bruxelles. Roma la si guarda da Roma. Io non rappresento i poteri europei, non rappresento i poteri delle grandi banche. Io rappresento esclusivamente i cittadini di Roma”.

Lavori in Corso

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