Sembrava di essere tornati ai favolosi anni sessanta, una italiana in difesa, qualche contropiede, un paio di “quasi gol” e tanta, troppa sofferenza con i narcisi dello Shaktar che hanno bruciato almeno mezza ozzina di occasioni per fare il colpo della vita. Bene De Zerbi, male Inzaghi che non ha capito nulla o poco di quello che stava accadendo in campo, soprattutto nella zona mediana là dove Barella e Vecino erano alla ricerca degli avversari senza mai individuarne uno e sugli esterni l’olandese Dumfries ha mostrato clamorosi limiti di personalità e di intelligenza tattica soprattutto in fase difensiva.
Non vi dico poi di Di Marco che mai è entrato in partita, forse emozionato o più semplicemente limitato. Le due punte non hanno toccato palloni, Dzeko ha avuto una occasione l’ha calciata nel cielo di Kiev, Lautaro è stato un fantasma, meglio di lui, nei dieci minuti finali il compatriota Correa ma la squadra ha denunciato una involuzione atletica e tattica impressionanti. Soltanto Skriniar è stato degno della Champions, ha salvato da solo tre o quattro situazioni critiche. Un punto guadagnato, allora, visto quello che ha esibito l’Inter ma resta un punto dopo due partite e con la coscienza niente affatto tranquilla, perché l’Europa sembra di nuovo maligna come lo era stata per Conte.
Tony Damascelli
È un nove, ma per la stazza perlomeno un diciotto; ha la maglia numero ventisette,…
"Gillette Stadium ha un impegno di lunga data nel garantire un ambiente accogliente per tutti…
Qualche ulteriore riflessione merita indubbiamente a nostro giudizio il successo di AfD, Alternative für Deutschland,…
Stando a quanto riferito dai parlamentari del gruppo ESN, ieri — nel giorno del discorso…
Antonio Conte torna a far parlare di sé in orbita Juventus. Una suggestione che arriva…
Il Benfica entra nella storia e lo fa proprio a San Siro. Nella notte d'esordio…