Lo scatto in avanti compiuto ieri dal Governo, riunitosi in Consiglio dei Ministri per dare il via libera all’estensione del Green Pass, ha già creato malumori tra le diverse fasce della popolazione italiana. Chi non sarà in possesso della certificazione verde a partire dal 15 ottobre non potrà accedere al proprio luogo di lavoro. Che sia un impiego nel pubblico o nel privato, che si tratti di andare in ufficio, studio professionale o fabbrica, i lavoratori scoperti senza Green Pass vedranno sin da subito sospeso il proprio stipendio, oltre alle sanzioni pecuniarie previste tra i 600 e 1.500 euro.
L’obiettivo dichiarato anche dallo stesso Esecutivo in sede di comunicazione del decreto varato è quello che tutti hanno in mente: portare a un livello successivo la campagna vaccinale, spingere verso il siero anche quella quota marginale del 20% dei cittadini che hanno resistito fino a questo momento. Diversi i commentatori che ritengono questa ultima mossa del Governo un modo per mascherare l’obbligo vaccinale. Del medesimo avviso anche Maria Giovanna Maglie, che intervistata da Stefano Molinari ha ritenuto “quello che è accaduto in questi giorni un vulnus molto serio alla Costituzione, che i progressisti di sinistra chiamavano la più bella del mondo e ora gli dà fastidio quando viene citata”.
Ecco l’intervento di Maria Giovanna Maglie in diretta a Lavori in Corso.
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