Attualità

A chi ha offeso la memoria di Gino Strada: penso di sapere da dove nascono i vostri insulti

Alla morte di Gino Strada si sono sentiti molti appropriarsi in qualche modo di una memoria che certamente non era la loro, ma questo ci può stare. Ci sono stati però anche parecchi che hanno insultato la memoria, la persona, la figura, le opere pure. Nella maggior parte dei casi non le conoscevano proprio, e si vedeva, ma in realtà l’insulto in questo caso è molto chiaro. Da dove nasce? Nasce dal sentirsi inferiori a un uomo che Moni Ovadia ha definito come uno dei 36 Giusti che, secondo la religione ebraica, popolano il mondo.

Possono piacere o meno le persone o i personaggi, ma certamente le azioni andrebbero valutate con un metro oggettivo. Quello che ha fatto Strada è salvare sostanzialmente più di 10 milioni di vite. Già solo di fronte a questo riconoscimento internazionale che tutti gli fanno ci sarebbe da levarsi il cappello. Ci sono invece quelli che dicono: “Strada zecca, comunista“. Insomma, il solito repertorio di stupidaggini di chi si sente ed è, effettivamente, inferiore per statura morale ad un gigante come era lui.

Perché andare a disporre ospedali nell’Africa da parte dei missionari è sempre un’opera meritoria, ma andare a disporre ospedali dove ci sono le guerre in quei paesi, dove la protezione per chi opera in quel tipo di contesto è nulla, beh questo è qualcosa di straordinario. Cosa che ha fatto non operando una distinzione tra vinti e vincitori, tra oppressi e oppressori. Non bisogna dimenticare che negli ospedali di Strada e di Emergency sono stati curati non soltanto coloro che ci rimettevano casualmente, ma anche soldati degli opposti fronti.

In molti casi uno di questi fronti era quello della dittatura, del totalitarismo, eppure lui non ha fatto differenze purché si salvassero vite. Che sia stata una figura esemplare lo dimostra quello che sta facendo una delle figlie. Al momento della morte del padre era in mare a salvare vite. Di fronte a personaggi di questo genere che vengono a mancare ci sarebbe soltanto da fare un gesto, quello che in francese si chiama ‘Chapeau‘. Levarselo il capello, se lo abbiamo, o inchinarsi leggermente alla memoria di un uomo migliore di quasi tutti noi.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi

Mario Tozzi

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