Prosegue la battaglia di Renate Holzeisen, avvocato che ha assunto la difesa del personale sanitario contrario alla vaccinazione. Come spiega il legale, infatti, l’obbligo imposto dal Decreto Legge 44/2021, poi convertito in legge, risulta essere inconsistente in quanto prevede che il personale sanitario venga sottoposto a vaccinazione in grado di prevenire l’infezione del SARS-CoV-2. Holzeisen sottolinea però che i vaccini attualmente in commercio in Europa e in Italia non sono in grado di adempiere al compito stabilito e previsto dalla Legge, bensì possono solamente alleviare i sintomi del Covid, evitando un’evoluzione più grave.

Si tratterebbe dunque di una formulazione completamente errata del testo del DL 44/2021: non esistendo una sostanza in grado di prevenire l’infezione, il personale sanitario non può essere costretto alla vaccinazione. La posizione dell’avvocato Holzeisen e i propri assistiti è chiara: nessuno sarà vaccinato fino a quando non si otterranno risposte adatte. Per questo motivo il legale ha raccontato, a ‘Un giorno speciale’, quanto accaduto in un centro vaccinale di Bolzano.

Ci siamo presentati al centro vaccinale, il sanitario che ho accompagnato ha portato con sé le domande e le ha sottoposte al medico responsabile. Il primo medico è scappato, irritato dalla circostanza. Abbiamo poi sottoposto la questione ad un altro medico. Irritazione massima nel centro vaccinale, siamo stati pregati di andare da un altro medico più anziano. Abbiamo chiesto conferma di questa discrepanza e non ce la volevano dare. Ho fatto intervenire le forze dell’ordine: sono intervenuti i carabinieri e il responsabile alla fine ha ammesso che quello che dice l’informativa e quello che dice la legge è diverso. Ho fatto accompagnare altri sanitari da altre persone e ho avuto la stessa situazione. Questo obbligo è incostituzionale e non potrebbe neanche essere adempiuto perché non esiste una sostanza in grado di prevenire l’infezione. Ho mandato una diffida in qualità di denuncia e querela alla Procura della Repubblica: questa è una minaccia, un’estorsione, una cosa che non esiste in nessun altro Paese. Adesso sospendono sanitari che anche se volessero rispettare la legge, non potrebbero farlo perché non esiste questa sostanza.

Ho accompagnato del personale sanitario qui a Bolzano al centro vaccinale. Alla prima raccomandata Pec che è arrivata, con la richiesta di voler entro cinque giorni la risposta sul perché il sanitario non si è fatto vaccinale, queste persone hanno risposto utilizzando una bozza da me predisposta e chiedendo informazioni e dichiarando che loro non sono neanche in grado di decidere perché mancano una serie di informazioni. C’è un catalogo di domande per poter prendere una decisione ed eventualmente prestare consenso. La persona che deve decidere se farsi trattare con un farmaco, ovviamente ha bisogno di informazioni. I media disinformano sul tema, non informando su una serie di studi che non sono stati fatti. Non dicono che non si tratta di veri vaccini ma di sostanze sperimentali. Questi sanitari hanno domande precise e hanno mandato una Pec al responsabile e anziché ricevere della risposta, gli è stato fissato l’appuntamento vaccinale”.