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Svelato l’indicatore che condanna l’Italia a un terribile primato: dovete conoscere questi risultati

Il coefficiente di Gini, indicatore di distribuzione della ricchezza, cresce continuamente nei paesi occidentali in particolare in Italia. Se nel corso dei decenni a politiche keynesiane tale indice tendenzialmente scendeva verso zero, unitamente alla redistribuzione del reddito verso le fasce deboli, a partire dagli anni ’80 con le politiche neoliberiste che riducono il ruolo dello Stato in economia l’indicatore è cresciuto ovunque nel mondo Occidentale, in Europa l’Italia ha conquistato il poco invidiabile primato della disuguaglianza.

Primi all’Europeo di calcio, ma quattro giovani italiani su dieci che festeggiano sono disoccupati. Non posso non fare delle riflessioni che mi portano a dire che stiamo andando sempre più verso una politica panem et circenses e reddito di cittadinanza. Il vero problema è l’assenza di lavoro. Dopo decenni di politiche di riequilibrio dei redditi tra i poveri e i ricchi con la spinta dell’indicatore verso zero, negli ultimi quarant’anni l’indicatore si è spostato ed è cresciuto. L’Italia ha preso un altro primo posto, purtroppo non calcistico, un primo posto economico: il primato del massimo luogo di sperequazione, dove il misuratore di ingiustizia reddituale è ai massimi livelli.

Malvezzi​ Quotidiani, pillole di economia umanistica con Valerio Malvezzi

Valerio Malvezzi

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