Che ci mettesse nelle condizioni, un giorno, di dedicargli la frase dei duri che cominciano a giocare quando è il gioco a diventare impegnativo, non lo avremmo mai detto. A Roma, anche dal punto di vista della tempra e della concentrazione, l’attesa andò oltre ogni ragionevole soglia.
Detto questo, poiché è la seconda volta che ci “costringe” a scrivere di lui, diciamo che l’istantanea del suo volto pesto, gonfio e medicato, incattivito dal dolore appena accusato, potrebbe costituire l’immagine simbolica dell’approdo a una sua maturità agonistica che davvero sarebbe la cornice ideale alle mai discusse doti tecniche.
Paolo Marcacci
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