Voglio dedicare questa pillola a uno dei numerosi interventi del dottor Pasquale Aiese, medico epidemiologo, già responsabile Covid a Napoli per quasi un anno, perché sta facendo un lavoro encomiabile, suffragato da dati scientifici e purtroppo – inutile dirlo – completamente oscurato dai media tradizionali.
Il dottore ha fatto notare alcune cose importanti che magari sono sfuggite ai più. La prima è che la maggioranza dei morti Covid si sono verificati proprio in quelle regioni dotate di poli sanitari di eccellenza: sembra un paradosso, ma Aiese ne dà una spiegazione valida. Nelle regioni a maglia nera o in Campania, definita “regione a maglia grigia” i morti sono stati meno perché in queste zone funziona meglio la medicina di territorio, con il medico di base che cura personalmente i pazienti a casa conoscendo la sua storia clinica. La terapia domiciliare resta dunque la chiave per contrastare il virus.

Per quanto concerne la questione vaccini Aiese fa notare che siamo nel pieno di una fase sperimentale, perché l’autorizzazione all’uso di emergenza di questi vaccini non è un’autorizzazione al vaccino, ma all’uso temporaneo di un vaccino non autorizzato.
La tanto decantata efficacia del 95% dei vaccini è, secondo l’epidemiologo, una truffa. Dallo studio condotto dalla casa farmaceutica infatti, il 95% non è sinonimo di efficacia, ma il cosiddetto “intervallo di confidenza” che verrà applicato quando si avranno i risultati, ovvero tra 24 mesi.

Secondo Aiese quindi, di questi vaccini al momento non si conosce nemmeno la reale risposta anticorpale. Anzi, non potrebbero essere definiti propriamente “vaccini”, perché non creano immunità di gregge. Sono invece terapie individuali o, come direbbero molti, terapie geniche. A questo proposito, dice Aiese, se chiamiamo vaccini quelli che stiamo utilizzando in funzione anti-Covid, dovremmo chiamare vaccini anche i farmaci che diamo alle persone allergiche per evitare a quella singola persona di subire gli effetti della sua allergia.
Soprattutto, spiega ancora l’epidemiologo, non sappiamo ancora che tipo di anticorpi vengano prodotti. Gli studi scientifici portati avanti e presentati all’Ema, sono studi che non prevedono la ricerca di anticorpi, ma semplicemente potranno dimostrare che un giovane vaccinato che prende il Covid non si aggrava facilmente (ma così è sempre stato).
Infine, conclude Aiese, “abbiamo semplicemente trasformato un’epidemia in una pandemia“.

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