Oggi ai sanitari, domani chissà. In fondo è come fare due più due immaginare che il vaccino anticovid possa diventare obbligatorio per le cassiere, a contatto con troppe persone ogni giorno, ai conducenti di autobus, ai banchieri, e per estensione – perché no – a chi sta leggendo.
Tutte supposizioni, una più concreta dell’altra, quelle del Senatore e fondatore di Italexit Gianluigi Paragone sull’obbligo vaccinale che già da tempo si vocifera possa andare oltre gli staff sanitario: si è parlato settimane fa di obbligo per i lavoratori con la possibilità di essere licenziati, si parla di obbligo per i ragazzi per tornare tra i banchi il nuovo anno scolastico, si parla sempre più di obbligo nonostante, per Paragone, rappresenti una chiara violazione dei precetti costituzionali.
Questo soprattutto perché, a detta del Senatore, la politica e il Parlamento sono ormai fuori dalle vere tematiche che ci riguardano direttamente, idoli a fare i camerieri di qualcun altro.
Sentite cosa ha detto in diretta a Fabio Duranti e Francesco Vergovich in quest’intervista.

E’ un Parlamento di persone che ormai si è rassegnato al pensiero unico. Ci sono poche variazioni al tema, ma son sempre rispetto a un tema secondario, quando noi capiamo che qui non devi disturbare il manovratore, quindi non ti puoi opporre a ciò che dice l’Europa, a ciò che dice la finanza, a ciò che dice la scienza; alla fine che cosa ti resta? Ti resta da discutere delle strisce pedonali o della lettera di scuse di Di Maio.
Noi intavoliamo delle discussioni sul nulla, perché le questioni primarie di fatto sono blindate.

Il voto in Parlamento non mi ha sorpreso, perché non trovo persone che veramente abbiano veramente il coraggio di sfidare il cosiddetto “mainstream”.
Che siamo e che si sia in una fase di sperimentazione è ammesso da tutti ed è facilmente provabile.
Le case farmaceutiche perché non hanno voluto rendere pubblico il contratto? Perché loro dicevano “noi siamo in una fase di sperimentazione”, quindi se voi governi volete il “vaccino” (chiamato così convenzionalmente) perché non sapete come affrontare il tema noi ve lo diamo, però c dovete esentare completamente dalle responsabilità.

Cosa stanno escogitando, sapendo che siamo in sperimentazione? Il vaccino non è obbligatorio, ma crei la corsa a vaccinarsi perché altrimenti hai paura di non essere libero.
Sento ragazzi che si farebbero iniettare anche l’acqua del radiatore purché li facciano uscire. Se tu arrivi a pensare questo, vuol dire che hai già creato il presupposto che la libertà non ti è più garantita dalla Costituzione, ma da un passaggio che è quello del cosiddetto “Green Pass”. Non mancano le criticità a livello costituzionale. Se il vaccino non è obbligatorio perché devo legare la mia libertà di circolazione, di fare impresa o addirittura di diritto al lavoro rispetto a un vaccino?