Entra nel vivo il tema vaccini e le libertà a esso connesse. Già un primo argomento di discussione è scaturito quando il Governo, tramite decreto, ha imposto l’inoculazione al personale sanitario in tutta Italia. Subito dopo è arrivato il passaporto vaccinale, introdotto sotto forma di certificato verde nel nostro Paese che consente spostamenti e azioni di un certo tipo solo a una determinata fascia della popolazione. La stessa che ha optato per la puntura “salvifica”. In questo senso l’arrivo, atteso nelle prossime settimane, del Digital green certificate dell’Unione europea complicherà ancora più la faccenda.
Questa serie di eventi potrebbe essere solo l’inizio di altre disposizioni che porteranno la popolazione a scegliere il vaccino come unica alternativa possibile. Eppure c’era chi, proprio nelle prime battute della campagna vaccinale, raccomandava agli Stati di “informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole” e ammoniva gli stessi per “garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”. È quanto emerge dalla risoluzione 2361 del Consiglio d’Europa intitolata “Covid-19 vaccines: ethical, legal and practical considerations”.
Ne ha parlato in diretta Fabio Duranti, intervenuto con l’avvocato Renate Holzeisen e il dottor Andrea Stramezzi. Ecco il suo commento a Un Giorno Speciale, con Francesco Vergovich.
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