Sanguinosi, come la testa di Osimhen costretto ad uscire dal campo per uno scontro fortuito al 70’.
Parliamo dell’autentico dominatore del match fino a quel momento… non solo per il gol con cui il Napoli aveva sbloccato la partita al 13’ ma anche per la costante presenza su tutto il fronte dell’attacco e ancor di più per l’enorme contributo in ripiegamento difensivo. E anche, va detto, per il gol di rapina, che sarebbe valso il 2-0, annullato in maniera molto più che discutibile dall’arbitro (la presenza al VAR di Mazzoleni, visti i nefasti, ripetuti, precedenti con il Napoli, la riteniamo da sempre inopportuna).
La sua uscita ha di fatto cambiato la partita (anche visto l’impatto nullo, se non dannoso, di Mertens entrato al suo posto).
Il Cagliari trova il gol del pareggio solo al 93’ e, certamente gli azzurri possono appellarsi per questo alla mala sorte, ma se il migliore in campo della squadra risulta essere il portiere Meret, certamente vuol dire che più di qualcosa non ha funzionato.
Non si tratta solo della usuale poca concretezza in attacco rispetto alla mole di azioni prodotte ma anche dell’atteggiamento tattico imposto da Gattuso soprattutto nell’ultima parte di gara , chiuso in difesa a difendere passivamente il risultato, determinando in questo modo più di un’occasione da rete per i sardi.
Il Napoli, a tratti spettacolare di questa stagione, ha pagato spesso dazio quando ha deciso di aspettare l’avversario, rispettandolo.
Non ci riferiamo al subire un forcing finale da parte di una squadra che negli ultimi 5 minuti prova a dare, in una partita in equilibrio, il tutto per tutto (quello può succedere).
Si parla di decidere aprioristicamente di snaturare se stessi per PAURA di non raggiungere gli obiettivi.
La PAURA che ha fatto sì che questo bellissimo Napoli di quest’anno non solo non abbia partecipato alla lotta per lo scudetto (e abbia di fatto regalato la SuperCoppa alla Juventus), ma che… a 4 giornate dalla fine… rischia seriamente di non entrare tra le prime 4 del campionato (con le conseguenze tecniche, ed economiche, che ciò comporterebbe).
Il destino è comunque ancora nelle mani degli azzurri.
La presenza di due scontri diretti in calendario fra le squadre che lottano per le prime posizioni fanno sì che il Napoli abbia ancora con sé la CERTEZZA MATEMATICA di qualificarsi alla CHAMPIONS LEAGUE nel caso in cui vincerà tutte le ultime 4 gare del campionato.
La speranza dei tifosi azzurri è che il Napoli, sapendo di dover giocare PER VINCERE, faccia quello che solitamente ha fatto quest’anno ogni volta che ha giocato esclusivamente CERCANDO CON FORZA la vittoria: VINCERE.
Vittorio de Gaetano
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