Coprifuoco sì, coprifuoco no, coprifuoco alle 22:00, coprifuoco alle 24:00… il tira e molla tra i partiti anche all’interno della stessa maggioranza continua. L’esecutivo però prende tempo e rimanda la decisione al mese prossimo: uno slittamento dell’orario, si legge nel testo del decreto si deciderà a maggio “sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale”.
Orario a parte, ciò di cui non si parla è della legittimità di questo coprifuoco. Il Professor Michetti lo ha detto chiaramente ai nostri microfoni: “La libertà di circolazione può essere limitata, non soppressa. Il coprifuoco è una misura totale. È uno stato di semidetenzione che si applica con i carcerati!”
Lo ha detto a margine di un suo commento a quanto sta accadendo in questi giorni nelle principali città italiane: la gente infatti si sta riversando nelle piazze proprio perché esasperata dalle continue limitazioni che privano i cittadini dei diritti più importanti: la libertà e il lavoro.
“Bisogna fare molta attenzione – ammonisce il Direttore di Gazzetta Amministrativa – se tu continui a togliere il pane alle persone prima o poi arriviamo alla rivolta. Una persona disperata non sai cosa può fare”. Con Luigia Luciani e Stefano Molinari, ecco il video dell’intervento.
“Il problema è la logica del contrasto, l’odio che si crea tra una categoria e l’altra. E lo si respira quotidianamente. È come se ci siano soggetti che hanno qualcosa in più e soggetti che hanno qualcosa in meno e questo va a violare l’articolo 3 della Costituzione. Quella è una discriminazione. I provvedimenti non possono essere mai ad personam o ad personas.
La libertà di circolazione può essere limitata, non soppressa come il coprifuoco. Il coprifuoco è una misura totale. È uno stato di semidetenzione che si applica con i carcerati che di giorno lavorano e di notte tornano presso le galere o il proprio domicilio. Quella è una misura estrema, non è una limitazione. È una misura di soppressione della libertà. Viviamo tante realtà in questa fase in cui purtroppo il diritto è calpestato. Ma non una fonte secondaria di diritto, la legge delle leggi. La Costituzione!
Bisogna fare molta attenzione. Se tu continui a togliere il pane alle persone prima o poi arriviamo alla rivolta. Per ora sono piccoli disagi, ma quando hai davanti a te una persona disperata non sai cosa può fare. Cerchiamo di stemperare questo clima ostile! Questa è gente che sta alla fame. Che vuole lavorare, non chiede altro”.
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