L’universo creato è molto più ampio di quello che credono gli economisti. È molto più vasto delle loro umane conoscenze. Paolo VI nel 1967 scriveva: lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica – quello che noi chiamiamo Pil – per essere autentico deve essere volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo.
Due elementi sono contenuti in questo testo. Prima di tutto il fatto che gli economisti hanno sempre questo approccio autoreferenziale, si sentono superiori in virtù di una superiorità autodefinita, del tutto priva di fondamento. Queste persone stanno decidendo per voi come uscire dalla pandemia e stanno decidendo con dei documenti tipo quello del Gruppo dei Trenta.
Il secondo concetto è che loro spiegano sempre la crescita economica con il Pil, ma la crescita economica è lo sviluppo di ogni uomo. Questo significa un equilibrio di tutta la società, i poveri e i ricchi, invece noi da vent’anni facciamo solo politiche per i ricchi, ed equilibrio di tutto l’uomo, vuol dire non guardare solo la ricchezza materiale ma anche quella spirituale.
Malvezzi Quotidiani, pillole di economia umanistica con il Prof. Valerio Malvezzi
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