Il World Economic Forum, giova ricordarlo, è una fondazione senza fini di lucro con sedi nei pressi di Ginevra, in Svizzera. La fondazione organizza ogni inverno presso la cittadina di Davos un convegno, il quale vede per protagonisti esponenti di spicco della politica e dell’economia internazionale.

Il tema discusso di anno in anno è sempre inerente alle urgenze che il mondo si trova ad affrontare. Non stupisce che il World Economic Forum sul suo sito ufficiale parli già da tempo dell’esigenza di un Grande Reset. Ossia come rimodellare il mondo in concomitanza con l’emergenza pandemica legata al coronavirus.

Il World Economic Forum ha già previsto per il 2030 uno scenario distopico. Sono otto i punti della previsione nella quale si articola la distopia del mondo nuovo. Il primo punto per il 2030 dice che tutti i prodotti saranno diventati servizi. Tutto sarà stato requisito, la gente comune non avrà nemmeno una casa.

Si dice altresì nel punto 7 quanto segue: i valori che hanno costruito l’occidente saranno stati testati fino al punto di rottura. Nulla da aggiungere, direi.

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