“Il boom del prezzo delle materie prime non è dovuto alla crescita economica, ma all’inflazione“.
E’ il titolo di un articolo comparso sul sito di geopolitica e finanza Zerohedge.com.
In quest’articolo si dice di prestare attenzione al fatto che con il coronavirus stanno cercando si portarci nel mondo dello “stock market”, cioè nel mondo delle azioni. Delle borse.
Ma c’è un altro mondo, quello del “commodity market”.
L’autore dell’articolo Tyler Durden ci dice in sostanza: attenzione, che quello che sta succedendo sul mercato – di cui nessuno parla – è destinato ad avere un grande impatto su quello che succederà nel supermercato sotto casa, cioè sui prezzi delle materie prime.
“Non stiamo avendo una crescita dell’economia“, spiega, “siamo ancora nella situazione pandemica“.
E quindi?
Ciò che sta spingendo in alto i prezzi delle commodities, cioè di quello che arriverà sulla vostra tavola (materie prime, latte, grano, cereali, carne, verdure) “è l’eccezionale espansione monetaria della Banca Centrale“, scrive.
Ah, allora ciò di cui parliamo da anni ha un certo peso!
Forse i romanzi di “complottismo” non sono poi così falsi. Forse invece anticipano delle cose, che poi succedono realmente.
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