Vaccino sì, vaccino no: il popolo di tutto il mondo è diviso. Da una parte chi sostiene sia l’unica chance di ripresa sia da un punto di vista sanitario che economico, dall’altro chi non si fida del prodotto e pensa che i tempi di sperimentazione siano stati troppo ristretti.
Vittorio Sgarbi su questo non ha dubbi, lo farà, ma guai a parlare di vaccino obbligatorio. Rispetto all’obbligatorietà si pone assolutamente contrario.
I motivi li ha spiegati in questa intervista, in diretta con Francesco Vergovich e al giornalista cattolico Maurizio Scandurra, ecco cosa ha detto.
“Io farò la vaccinazione, penso che non si può rendere obbligatorio per una ragione molto semplice: chi lo fa non può più prendere il virus, chi non lo fa non glielo può attaccare. Quello che non fa il vaccino rischia lui, non quello che lo ha fatto.
Non è che tu puoi impedire a uno di prendere l’influenza perché non si vuol fare il vaccino. Si è resa questa malattia epocale ed è diventata una malattia sociale. Normalmente le malattie sono individuali e si ha una certa riservatezza, mentre questa malattia appena uno la prende alza la mano per dire che ce l’ha. Vedi la Pellegrini, Valentino Rossi, Porro…”
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