Una condivisione di meriti “aerea”, per così dire e in sospensione, se si rivedono in dettaglio i fotogrammi del secondo gol del portoghese e del gol dell’uno a zero della Lazio contro il Napoli. Ammirevoli, in entrambi i casi, la lettura della traiettoria al momento in cui il cross parte, la potenza dello stacco e la forza che parte dai quadricipiti, la lucidità nella torsione per imprimere alla palla la traiettoria in precedenza pensata e prevista.
Menzione a parte per Cristiano Ronaldo: era già nella storia, certo. Dall’altro ieri, però, è come se avesse riservato alla sua leggenda un’edizione “gold”. Poi è chiaro che il confronto con Pelé è passibile di interpretazioni e proporzioni varie.
Attenuanti ne hanno, gli uomini di Gattuso (a proposito, in bocca al lupo). Assenze a rotazione, attacco da riassemblare, modulo da correggere a ripetizione. Resta, però, un fatto: le battute a vuoto ogni volta che si è presentata una sfida dirimente per il destino in campionato (ma è stata anche meno agevole del previsto la qualificazione ai sedicesimi di Europa League) cominciano a pesare in classifica, nel morale e negli umori di una tifoseria che quest’anno si aspettava molto, molto di più.
Paolo Marcacci
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