Inimmaginabile e speriamo presto smentito – magari da Report stessa – quanto riferito da Sigfrido Ranucci durante ‘Un Giorno Speciale’: il sospetto del conduttore che ci ha raccontato la travagliata vicenda del piano pandemico prima aggiornato al 2006, poi portato avanti a inerzia con dei maldestri copia-incolla, chiama in causa nuove mail dall’OMS al governo italiano.
Allarmi che iniziano dal 2017, quando Ranieri Guerra scrive all’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intimando di aggiornare il piano. Allarmi che continueranno man mano che i governi si succederanno, ma che non avranno mai risposta: un silenzio che potrebbe costare caro e che è già costato tanto all’Italia, viste le statistiche sulla mortalità che bocciano la gestione italiana della pandemia.
Pecunia non olet; l’ultimo sospetto di Sigfrido Ranucci per spiegare il misterioso silenzio di rimando a quelle mail così importanti riguarda i bilanci: che i tagli alla sanità italiana abbiano coinvolto anche il tanto travagliato aggiornamento del piano pandemico?
Ecco cosa ha detto Sigfrido Ranucci ai microfoni di Francesco Vergovich.
“Sicuramente qualcosa non ha funzionato. Non basta dire “siamo il Paese più anziano” no? Questo noi lo sappiamo, ed è proprio perché lo sappiamo che il piano pandemico prevedeva tutela maggiore per le categorie più fragili, cioè per gli anziani e per le RSA che noi abbiamo trasformato in cimiteri.
Bisognerà capire cosa non ha funzionato, perché a noi continuano ad arrivare documenti dove, a partire da Ranieri Guerra ma anche da altri direttori generali, hanno chiesto ai vari ministeri e ai vari ministri di poter mettere in atto il piano pandemico ma non hanno ricevuto risposta.
Bisognerà chiedere una volta per tutte agli ex ministri Lorenzin e Grillo, ma anche al ministro Speranza perché non è stato messo in pratica questo piano pandemico.
Il sospetto che ho personalmente, da quello che ho capito, è che i tagli che sono stati fatti in questi anni alla sanità di fatto non avrebbero consentito di aggiornare il piano e metterlo in pratica.
Sarebbe tremendo. Per motivi di costi avrebbero portato più di 60mila persone a morire quando forse avremmo potuto limitare al massimo i danni.
Io credo che uno dei motivi per cui abbiamo avuto una quantità di morti così importante per la diffusione del virus è che abbiamo lo stesso atteggiamento che abbiamo con la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici: abbiamo 11mila morti l’anno per l’antibiotico-resistenza. In questi giorni è morta una ragazza di trent’anni a Tor Vergata per un batterio. C’è stato qualche comportamento sbagliato nella gestione evidentemente, ma questa è una cosa che non si può sentire“.
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