Ad un’emergenza sanitaria che ripone tutte le sue speranze in un vaccino “salvifico”, ne consegue una crisi economica che non sembra avere ricette specifiche. I dati provenienti da istituti e centri studi continuano a confermare le tendenze che si prospettano per il futuro: imprese in perdita, lavoratori in calo, produzione in flessione.
Tuttavia, c’è qualcuno che si sta salvando dai danni che il blocco dell’economia sta generando. Si tratta delle multinazionali e delle aziende con i più alti fatturati, i pesci più grossi dei mercati che addirittura dalla crisi hanno generato ulteriore profitto.
Così mentre i molti e piccoli rischiano il fallimento, i pochi e grossi ne traggono giovamento. A questa logica si ribella Paolo Bianchini, Presidente di Mio Italia – Movimento Imprese Ospitalità, che ha sfogato la sua frustrazione ai microfoni di Francesco Vergovich e Fabio Duranti.
Ecco l’intervista a Paolo Bianchini a “Un giorno speciale”.
“Quando Diego Fusaro parla di oligarchi, 26 nello specifico, che gestiscono l’economia mondiale e tre miliardi di pecore che subiscono le loro decisioni, ha detto tutto. Le nostre aziende hanno dei margini sempre più assottigliati in funzione del grande capitale. La mia osteria se ha un margine sempre più ridotto muore.
La logica del profitto è la logica che ci sta schiacciando. Noi stiamo morendo perché applicano il cashless e per le tasse. Noi dobbiamo ribellarci a questo tipo di impostazione perché se si continuano a dare i soldi a tutti, e non solo a chi ha perso, facciamo figli e figliastri e creiamo un danno enorme al tessuto delle piccole e piccolissime imprese.
Se si ferma il mondo dell’ospitalità, si ferma l’economia italiana. Tanti di noi, però, sono rassegnati. Da questo punto di vista dobbiamo scendere in piazza in maniera ordinata, in maniera pacifica, ma per far capire che se chiudiamo noi fallisce l’Italia.
C’è qualcuno che comincia a togliersi la vita. E’ ora di finirla di stare sul divano o rompere i cogl***i solo su Facebook: scendete in piazza con noi”.
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