La sconcertante prestazione fornita dal Napoli all’Olimpico nella sconfitta di questa sera per 2-0 contro la Lazio può avere una sola spiegazione, che non è comunque una giustificazione.
Il Napoli, che ormai, si può dire, è sempre lo stesso da moltissime stagioni: per la prima volta dopo 8 anni si è ritrovato questa sera a non poter schierare in campo né Insigne, né Mertens, né Callejon.
L’ultima sfida senza che almeno uno del trio d’attacco che resterà leggendario per molti anni sempre… si giocò sempre allo stadio Olimpico (ma contro la Roma) nel maggio del 2013, nell’ultima partita in azzurro giocata da Edinson Cavani. Quel giorno lontano, si può dire, nacque il nuovo Napoli.
Per fortuna non si può dire che oggi sia finito, perché comunque sia Insigne, già mercoledì, sia Mertens torneranno presto e perché, soprattutto, la squadra ha mostrato anche quest’anno un potenziale elevatissimo.
Quello che forse è però oggi finito, ammesso che mai sia davvero esistito, è il sogno scudetto.
Non tanto per gli 8 punti di distacco dal primo posto (ancor pochi) quanto perché una squadra che ambisce al tricolore non può trovarsi con 4 sconfitte dopo solo 12 partite disputate (senza contare quindi la 5a sconfitta, maturata, per ora, a tavolino).
Vittorio de Gaetano
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