Se ci fosse soltanto l’Italia allora si dovrebbe scommettere sempre sull’Inter. Settima vittoria consecutiva, a Verona l’Hellas fa i conti con un avversario potente e prepotente, due gol sono pochi per spiegare il dominio di gioco e fisico del gruppo nerazzurro, ogni azione è travolgente, direi finalmente dopo molto incertezze.
Senza la distrazione di Handanovic non ci sarebbe stato alcun affanno come sembrerebbe dal risultato striminzito ma l’Inter ha dato grandi segnali di salute, Hakimi è il suo vaccino sperato, le sue volate sono micidiali e spaccano le difese rivali, poi la potenza di fuoco, come piace dire a Conte ma Giuseppe, esplode fuochi d’artificio di vario tipo, Lukakulk e Lautaro mettono paura e tensione continua, tutto questo si è visto a Verona dopo che era letteralmente scomparso in Champions, per il secondo anno consecutivo.
C’è l’impressione che l’Inter abbia bisogno del grande risultato da conquistare contro il Milan e la Juventus (quella attuale è poca roba) per arrivare alla giusta autostima, altrimenti ricadrebbe nella crisi di identità appalesata in Champions.
Ora la sosta permetterà all’allenatore di riflettere sul mercato. Ma innanzitutto c’è da vendere e non sarà facile, visti i tempi e gli ingaggi. Di certo l’Inter, senza l’impegno infrasettimanale avrà il tempo per badare al sodo, sempre che il suo gestore non torni a lamentarsi.
Tony Damascelli
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