Il Covid continua ad essere al centro dell’attenzione, non solo per quello che sta accadendo, ma per quello che è accaduto. In particolare ci si interroga sulle misure e i protocolli adottati dal Governo nei mesi precedenti. Ci si chiede se quanto stabilito, con la collaborazione del CTS, non abbia contribuito a peggiorare la situazione invece di migliorarla. Dal panico nelle ASL, alle file per i tamponi, dai malati abbandonati in casa al veto per i medici di base di intervenire.

Su questo ultimo punto sorgono i dubbi maggiori. Perché i medici di base sono stati esclusi dalle procedure di cura del Covid? Perché è stato impedito di usare alcuni farmaci che invece stavano aiutando i pazienti malati di Covid?

Ecco la riflessione al riguardo di Mauro Scardovelli a ‘Un Giorno Speciale’ in compagnia di Fabio Duranti e Francesco Vergovich.

“Ci sono delle cose molto chiare rispetto al Covid. Ci sono gruppi di medici che sapevano come curare ad esempio con l’ Idrossiclorochina. L’Aifa non solo non ha incoraggiato l’uso dell’Idrossiclorochina che anche il consiglio di Stato ha riconosciuto come farmaco che può essere utilizzato.

Il problema è che l’Idrossiclorochina è stata vietata a favore della tachipirina che invece indebolisce il sistema immunitario. Ci sono una serie di fatti incontrovertibili con cui si può andare tranquillamente in tribunale. Qui non si tratta più di opinioni ma di evidenze cliniche che hanno un valore accertato da medici.

Hanno fatto un protocollo in cui addirittura si è vietato l’Idrossiclorochina, in Umbria era ritirato dal mercato. Questi sono attacchi alla salute e dovranno rispondere in tribunale per atti colposi”.