Il Torino senza Belotti è riuscito a far vedere i fantasmi all’Inter.
Capita nel football là dove il pronostico facile viene smentito da una prestazione pigra e confusa nel primo tempo del gruppo nerazzurro e dalla frusta che ha svegliato la squadra granata, priva del suo attaccante, bloccato da un guaio muscolare in fase di riscaldamento.
Il Var ha deciso il risultato, ormai si deve fare i conti con la tecnologia che però finisce nelle mani di arbitri e collaboratori non sempre lucidi, reattivi e pronti a prendere decisioni che avrebbero bisogno al massimo di secondi venti.
Due rigori al monitor, allora ma non bisogna trascurare come l’Inter, comunque, continui a subire gol pur avendo a disposizione un organico forte, la rimonta e il ribaltamento del risultato è stato tardivo ma con Lukaku in campo ogni partita diventa una scala mobile per i nerazzurri e un incubo terribile per l’avversario.
Il centravanti belga fa la differenza e non c’entra nulla lo schema della squadra, è lui a presiedere gli ultimi trenta metri e attorno si aprono spazi che andrebbero occupati con intelligenza e non sempre con il furore agonistico.
Bene così, i tre punti sono vitamine importantissime in un momento caldo per la squadra che è chiamata, mercoledì sera, a una partita bivio per la Champions League. Il Real Madrid si presenterà senza il suo capitano, Sergio Ramos uomo determinante a livello internazionale, ma anche con molti problemi emersi nell’ultima partita pareggiata contro il Villareal.
Sfida antica e di nuovo affascinante. Quest’Inter sa di dover cacciare via dubbi e perplessità. E lo farà.
Tony Damascelli
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