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JUVE-NAPOLI ► RICCIARDI: “Asl ineccepibile. Protocollo da adeguare, risale a situazione epidemiologica diversa. Necessaria riflessione su praticabilità sport di contatto…”

Una Asl può fermare il campionato? Il tema è oggi davvero scottante. I provvedimenti emessi dalle autorità sanitarie locali, che hanno impedito al Napoli di partire alla volta di Torino per affrontare la Juventus, hanno di fatto annullato la validità effettiva del famigerato protocollo.

FIGC, Lega e Comitato Tecnico Scientifico si trovano ora costrette a rivedere nei dettagli le clausole inserite nel testo emesso la scorsa primavera per consentire il proseguo del calcio in Italia.

Sulla questione si è espresso il Professor Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, durante ‘Radio Radio Lo Sport’

Il comportamento ineccepibile della Asl di Napoli

“La Asl di Napoli ha agito in maniera ineccepibile. Perché la Asl è l’articolazione dello Stato, o meglio della Regione, che deve tutelare un diritto fondamentale che è quello della salute. Un diritto sancito dalla nostra Costituzione. Nel momento in cui si trova a conoscenza di soggetti che sono stati in contatto stretto con persone positive, ha l’obbligo di prevedere la loro quarantena. Se questi soggetti non rispettano questi provvedimenti si espongono a tutta una serie di rischi civili e penali”.

A maggio la situazione epidemica era completamente diversa

“Diverso è il ragionamento sportivo. Ragionamento frutto di un protocollo che è stato siglato a maggio, in una situazione epidemica del tutto differente. Era una situazione calante in cui l’epidemia era stata posta sotto controllo. Basta ricordare che, in questo momento, la sola Regione Campania, ha tutti i casi che in quel periodo erano presenti in Italia. A maggior ragione la Asl di Napoli ha fatto bene ad impedire che delle persone si allontanassero da una Regione in cui, in questo momento, c’è un’alta diffusione del virus”.

Il protocollo andrebbe adeguato alla situazione attuale

“Il protocollo è stato firmato dal Governo e dalla Lega, ma è un protocollo di massima. Il CTS elabora un parere consultivo. Il CTS ha un ruolo di consulenza scientifica ma poi gli organismi decisionali, nella nostra Costituzione, sono quelli governativi. In questo contesto il Governo prese la decisione di agevolare la conclusione del campionato in un momento in cui era fattibile per la scarsa circolazione del virus.

E’ chiaro che in questo momento la situazione epidemica è completamente differente. Io penso che il protocollo andrebbe adeguato alla situazione attuale. Bisognerebbe fare una riflessione e chiedersi se, in questo momento, è possibile praticare sport di contatto in un momento in cui i calciatori non vivono in una ‘bolla’ ma semplicemente in un ristorante o in un mezzo pubblico si possono contagiare”.

Radio Radio Lo Sport

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