Viene colta al balzo l’occasione per regolare senza pietà i conti con il Dottor Zangrillo.
Come si ricorderà lui già da maggio è stato protagonista di una critica serratissima dell’emergenza e delle pratiche emergenziali che su di essa si sono fondate e ancora oggi continuano a fondarsi. Disse che il virus era clinicamente morto e che le misure emergenziali non avevano più alcuna ragione di esistere. La sua voce naturalmente non fu la sola, molte altre voci di studiosi e medici indipendenti e liberi lo hanno affermato.
Ebbene, La Repubblica ha rivolto una spietata critica contro Zangrillo, una vera e propria messa alla berlina di questo medico a cui ora viene fatta pagare la colpa di non essere allineato.
È la vicenda di Silvio Berlusconi quella che viene utilizzata ad hoc contro Zangrillo. Com’è noto il Cavaliere di Arcore ha contratto il virus e si è parlato di un inizio di polmonite causata dal Covid-19.
Repubblica ne ha approfittato per attaccare duramente Zangrillo con un articolo a mio parere inqualificabile.
Non è possibile distanziarsi dal verbo unico clinicamente corretto perché deve regnare ovunque la parola allineata. Guai a chi osi dire che l’emergenza è finita, l’emergenza deve essere infinita perché infinite devono essere le misure emergenziali che limitano i diritti.
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