Ha vinto la Juventus, ha vinto Pirlo, hanno segnato i nuovi e i vecchi, tutta roba buona e bella? Calma, si corre con i giudizi e l’euforia, sta di fatto che a Torino nessuno ha sentito nostalgia di mozziconi, scaccolamenti, tute e bestemmie mentre i nostalgici hanno potuto godere del ballerino Allegri. Ma Pirlo ha disegnato bene la sua squadra, si è permesso di regalarsi uno dei suoi ex o probabili dipendenti, tale Frabotta strappato alla Under 23 (si fa per dire) e senza mai perdere l’equilibrio che lo ha accompagnato nella carriera gloriosa.
Buone notizie da Ramsey e Rabiot che hanno toccato più palloni ieri sera che in tutto il campionato scorso, soprattutto il gallese è tornato principe, presente in ogni zona di campo, il francese ha occupato un ruolo più “libero” mentre a completare il centrocampo ha pensato il marine McKennie che potrebbe diventare la mina vagante per qualunque avversario, tanta è la fame agonistica che lo accompagna su ogni pallone.
Kulusevski si è presentato con un gol da biliardo, Ronaldo ha giocato la “sua” partita, colpendo la traversa, sbagliando tre occasioni, commettendo errori di presunzione e alla fine realizzando il gol del piacere. Juventus più dinamica ma con qualche vizietto antico, palla arretrata troppe volte e affanno nelle giocate veloci degli avversari. Ma le vitamine dei tre gol sono utili e preziose in attesa di trovare il centravanti, cosa non facile vista la contorta situazione.
Tony Damascelli
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