C’è un fattore che pesa più di tanti altri, quando si parla di calciatori di un certo livello: è la cosiddetta “lideranza”: un vocabolo misto tra inglese originario e spagnolo derivato, utile per descrivere quei giocatori che riescono a comunicare il proprio carisma semplicemente con l’esempio che mettono a disposizione. Non solo quando le cose vanno bene; non soltanto quando finiscono nel tabellino dei marcatori, come accaduto ieri sera a Diego Godìn.
Quindici stagioni ad alto livello, prima di intraprendere l’avventura italiana; giocando a quattro in difesa, dovendo quindi reinventarsi, almeno in parte, per le esigenze tattiche di Antonio Conte. Nei mesi scorsi ogni sua difficoltà è stata enfatizzata; gli sono stati anche accollati come personali errori che invece erano “di sistema”.
Poi però il calcio, soprattutto ad alti livelli, in questo non mente mai: i valori emergono, lo spessore caratteriale ancora di più. E, in questo senso, ripetiamo, il gol è stato soltanto un dettaglio.
Paolo Marcacci
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