Mentre la figura astratta ed e-storicizzata del maschio bianco eterosessuale diventa il bersaglio privilegiato delle lotte arcobaleniche di suddetti guerriglieri, i padroni no border, i burocrati senza patria e le lobby esercitano indisturbate il proprio dominio.
Il solo gruppo che non compaia mai tra quelli che le brigate fucsia e i guerriglieri arcobaleno definiscono oppressi e bisognosi è il proletariato di marxiana memoria in una delle sue molteplici incarnazioni contemporanee, diversissime fra loro ma tutte orbitanti nel tema del lavoro e del suo sfruttamento.
Le lotte arcobaleniche vengono sopportate o addirittura promosse dagli strateghi del capitale Sant. Frontier. Ciò dipende dal fatto che sono lotte che non mettono a repentaglio la tenuta dell’ordine classista. Anzi, concorrono a rinsaldarla, per un verso frammentano il fronte dei vinti della globalizzazione in un pulviscolo di indicazioni particolari intrinsecamente non universalizzabili, molto spesso in conflitto tra loro.
La lotta per la società emancipata è ancora una volta sostituita dalla nuova figura schiettamente liberista delle insurrezioni private che puntualmente si attuano nello spazio reso possibile dal mercato e dai diritti di consumo che esso produce e promuove a sua immagine e somiglianza.
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