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Navigli a Milano iper-affollati: è da irresponsabili! Così torneremo alla fase critica

Ci sono delle volte in cui vorresti essere smentito dai fatti, e questa è una di quelle. Vorrei cioè essere smentito, ormai fra una decina di giorni, quando saranno passate due settimane da quando è scattata la fase numero 2. Perché quello che sto vedendo in giro non mi sembra sia appropriato. Non tanto nella nostra regione e nella nostra città, quanto piuttosto quello che si vede avvenire al nord. Cioè in particolare a Milano dove i navigli sono iper-affollati di gente che prende, sostanzialmente facendo finta di asportare, ma si mette poi lì davanti e costituisce degli assembramenti in cui pochissimi, dalle immagini che si vedono naturalmente, portano mascherine e ancora meno mantengono la distanza.

Allora questo non è il modo di fare. Questo non significa sentirsi responsabili. Questo non significa uscire fuori dalla fase critica, anzi significa farci ripiombare poi tutti in quella fase lì. Perché è evidente che sarà molto difficile spezzare il paese in due, come in realtà già è spezzato. Ci sono in Lombardia la metà dei morti e dei contagiati che in tutto il resto d’Italia. Francamente bisogna dire che lì le cose hanno funzionato davvero male, e questo lo si era visto fin dall’inizio, e soprattutto che così non se ne può uscire. In questa fase 2 si possono permettere riaperture e salti in avanti le regioni che si sono comportate bene, per esempio il Veneto, non tutta l’Italia. Sembra impossibile che questo possa valere per tutti.

Peraltro vedendo quelle immagini e sapendo che sono confermate ad esempio in Emilia-Romagna e in altri posti dove ci si assembra davanti ai locali appena riaperti, complici anche le giornate di primavera piena, ecco tutto questo significa non aver compreso che la distanza è quella che ha levato carburante al virus ma invece la prossimità è quella che glielo ridà.

Dunque spero di essere smentito dai fatti, come dicevo all’inizio, e cioè che fra una decina di giorni non si riscontrino significativi incrementi dei contagi e di coloro che vengono ricoverati e anche magari delle terapie intensive. Speriamo che questo invece non succeda e che tutto si risolva per bene perché il virus effettivamente sta perdendo forza. Però questo non è certamente il modo di affrontare in maniera corretta questa fase.

Distanza e auto protezione: queste sono le due parole che ci dovrebbero guidare. Le immagini che abbiamo visto non fanno pensare a questo tipo di contesto.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi


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Mario Tozzi

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