Man mano che passa il tempo sembrano avvenire cose bizzarre dal punto di vista scientifico, per quello che riguarda il nostro Covid-19. Ci sono alcune voci, anche autorevoli, di persone che fanno trasparire che c’è qualcosa che non va su quello che ci hanno raccontato su questo virus. Per esempio che non sia così pericoloso e così contagioso, che non abbia poi da produrre molti più danni di quelli che ha già fatto, che addirittura si esaurirà con la stagione calda e infine che sia un prodotto sicuro di laboratorio.

Ora non vale nemmeno la pena considerare il plurilaureato in discipline che nulla hanno a che fare con la medicina e con la virologia, e tantomeno vale ascoltare chi dice di essere candidato al Nobel quando sappiamo benissimo che le candidatura di coloro che non hanno vinto il premio vengono rivelate soltanto dopo mezzo secolo. Vale la pena di concentrarci soltanto su chi ha i titoli per parlare.

Qualcuno c’è: è Luc Montagnier, un famoso virologo e premio Nobel per la medicina nel 2008 proprio per aver indagato i meccanismi e scoperto pure del virus dell’HIV. In una lunga intervista ci racconta che questo virus sarebbe un prodotto di sintesi di laboratorio, smentendo cioè tutti quelli che dicono che è impossibile che sia un virus sintetizzato perché ha un meccanismo di attacco alle altre cellule, l’uncino molecolare come viene chiamato, che non si può replicare in laboratorio e oltretutto che non si può creare ex novo rispetto ai Coronavirus da cui si potrebbe ragionevolmente partire.

Che cosa dice Montagnier? Ci racconta che sostanzialmente questo virus è fatto anche di pezzi di virus dell’HIV, oltre che pezzi del Coronavirus, messi insieme per la ragione – almeno a suo dire – di far fabbricare prima un vaccino e dunque di guadagnarci dei soldi. E addirittura tutto questo sarebbe connesso con il 5G e anzi le stesse onde elettromagnetiche potrebbero essere quelle che sconfiggerebbero questo virus che, in realtà, non arriverebbe all’estate perché finirebbe prima in quanto ibrido.

Non so se queste cose sono vere, ma mi domando: come ha vinto il premio Nobel per la medicina il professor Montagnier? Facendo e pubblicando articoli scientifici. Perché queste cose non le scrive su una rivista scientifica invece che raccontarle in un’intervista? Ecco il punto è proprio questo. Il metodo scientifico non cambia. I lavori si pubblicano su riviste in cui i tuoi pari grado giudicano la produzione, non in televisione o ai giornali.

GeoMario – Cose di questo mondo, con Mario Tozzi


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