Mentre i paesi più distanti si sono prodigati per aiutare l’Italia quelli più vicini si apprestano a infliggerle il colpo di grazia: l’Unione Europea ha infatti un’unica preoccupazione, cioè come sfruttare questa occasione di debolezza per l’Italia per catturarla nei maligni dispositivi del debito, segnatamente del MES o degli eurobond: in entrambi i casi sarà una tragedia.
Proprio oggi potrebbe essere il grande giorno, Francia e Germania hanno trovato la quadratura del cerchio che si chiama MES “a condizionalità limitata”, con rafforzamento delle linee di credito per la Banca Europea degli investimenti e l’attivazione del nuovo fondo anti-disoccupazione detto “SURE”.
Insomma, mentre i falchi tedeschi non vogliono lasciarsi scappare l’occasione, i paesi dell’area mediterranea cercano di non essere schiacciati mortalmente tramite gli eurobond. Lo stesso Conte lo ha detto ieri sera, che saranno questi ultimi a prevalere sul MES, come se questa fosse la via salvifica.
In verità gli eurobond darebbero semplicemente temporanee boccate d’ossigeno ai paesi dell’area mediterranea in difficoltà e al tempo stesso rafforzerebbero il potere squisitamente anti-democratico della Commissione Europea.
In sostanza siamo di fronte ad uno scontro tutto interno alle élite europee, sia che vinca l’opzione del MES, sia che vinca quella degli eurobond: con ogni probabilità comunque si risolverà a favore dell’ordine eurocratico.
Il MES a condizionalità limitate proposto dai falchi tedeschi non dispiace a Gualtieri, che è il più vicino alla classe dominante eurocratica.
La soluzione che discuteranno proprio oggi proviene dall’EGW (Eurogroup Working Group), composto dai dirigenti dei Ministeri delle Finanze di tutti i paesi dell’Unione Europea e ha dunque ricevuto il via libera del MEF nella figura di Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro.
In sostanza sarebbe la fine dell’Italia, il MES costituirebbe la vera e propria notte senza mattino della Patria.
Tuttavia anche se venisse approvata l’opzione eurobond non si dovrebbe di certo cantare vittoria. Sarebbe certo meno grave, ma costituirebbe comunque l’avviarsi verso una soluzione di indebitamento, dunque una sconfitta.
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