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Anche cinema e teatro sono importanti: se riaprono le chiese perché non deve ripartire la cultura?

Ancora si sta discutendo di come debbano essere le riaperture per la Fase 2.
Quello che colpisce in questo momento è la polemica molto forte che è scoppiata a proposito della libertà di culto che è garantita nel nostro paese dalla Costituzione, ci mancherebbe altro.
Così chi crede in una delle religioni più diffuse nel nostro paese, vuoi che sia cristiano-cattolico vuoi che sia protestante o anche ebreo e musulmano, si vede negato il diritto di riunirsi in comunità ecclesiali, ascoltare messa e stare insieme.

Il distanziamento fisico è la soluzione?

Però mi domando una cosa: tutto questo potrebbe essere fatto forse con il ‘distanziamento fisico’; direi di abbandonare la dizione ‘distanziamento sociale’, è veramente il contrario di quello che vorremmo. Si potrebbe quindi andare a messa, oppure in una moschea o in una sinagoga, praticando una forma di distanziamento fisico? Beh sì, forse si potrebbe anche fare.

Magari la paura è che nelle chiese ci siano soprattutto delle persone anziane e che quindi, a contatto magari con giovani che portano l’infezione senza nemmeno saperlo, potrebbero essere danneggiati: lo stesso ragionamento che è stato fatto per la scuola, a proposito del corpo insegnanti italiano che ha un’età media – vale la pena ricordarlo – tra le più alte d’Europa.

Cinema e teatro: perché ignorarli?

Però se tutti questi ragionamenti e queste considerazioni sono vere, e potrebbero esserlo, mi domando perché non si applica la stessa cosa al teatro oppure anche al cinema. Cioè se posso mantenere un distanziamento fisico in un luogo chiuso come una chiesa, la stessa dovrebbe essere possibile pure a teatro o al cinema in modo che anche queste attività, che hanno un altro tipo di fine naturalmente, possano essere riprese.

Perché nel caso specifico non c’è un motivo religioso, ma un motivo di godimento culturale che è comunque importante per chi crede e per chi non crede. Dunque se dobbiamo riaprire alle messe e agli altri incontri religiosi, facciamolo pure per il teatro e per il cinema. Basta rimarcare e mantenere le distanze fisiche. Forse questo potrebbe portarci un po’ più avanti in questo dibattito che rischia altrimenti di diventare piuttosto difficile da sciogliere.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi


Mario Tozzi

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