Alla fine è arrivata: Il mondo vede la prima famigerata partita con gli spalti vuoti.
Sì, c’era stata la surreale Parma-Spal delle 12:30 (o 13:45, se preferite), ma i riflettori sul Milan – anche su questo – sono decisamente più internazionali e al di là dei tre punti conquistati dal Genoa, quello che più è saltato agli occhi – e alle orecchie – degli spettatori è stato San Siro vuoto, silenzioso, inesorabilmente tranquillo.
“Una magia” in altri tempi vedere la Scala del calcio in perfetto silenzio: quest’oggi non si può certo dire lo stesso.
Probabilmente non avrebbero sollevato altrettanti decibel rispetto a quelli odierni i due gol rossoblù di Pandev e Cassata, ma il gol di Ibra è stato un vero strazio.
Forse si può ereticamente dire che sarebbe stato “meglio” se quella marcatura non fosse stata nel tabelloni, meglio se il gigante svedese non avesse esultato con più compostezza del solito (e rigorosamente con meno abbracci) meglio se il Meazza fosse rimasto in silenzio, sapendo di non rimpiangere alcun gol.
Gli unici che gioiscono alla fine (sportivamente parlando) sono i Genoani di Nicola.
Per la prima volta Ibra segna senza “illuminare San Siro”, per la prima volta il mondo vede un gol accompagnato da una quiete assordante.
Di certo un’esperienza che ogni tifoso ricorderà vita natural durante, accendere la Tv e accorgersi di quanto è forte il suono del silenzio.
Alessio De Paolis
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