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La Ronalda… Perché alla fine c’era lei pur di avere lui ► Gli highlights di Sanremo

LA RONALDA

Il perché si sa, non dovrebbe sorprendere solo all’ultimo momento; il come è persino delicato, in una sorta di dilettantismo non celato, quasi esibito senza rossori, nel contrasto tra la fisicità prorompente e alcuni impacci percepibili nel viso da bambina sempre timorosa di deludere il “maestro” Amadeus. La riflessione, oltre le discussioni sterili sul cachet, è venata di amarezza perché, alla fine, c’era lei pur di avere lui. Dovrebbe scandalizzare molto più del famigerato “passo indietro” per cui è stato crocifisso Amadeus, a proposito di sessismo.

TATTICI, NUCLEARI E BRAVI

I Pinguini di cui sopra, con l’ultimo meritato aggettivo per un’esibizione in cui la performance si protrae nella citazione di successi e tormentoni, storici, tra smoking colorati e saltelli. Piacevoli, con garbo ed energia.

AL – CHE? – TA

La versione albanese, vestita come per il centenario del Palermo, del mitico Postiglione di “Compagni di scuola”, quello che non si azzittiva mai. In Albania pare conduca tutto lei, ovviamente senza prendere fiato. Però anche senza fallire un congiuntivo nella nostra lingua, va detto.

CRISTICCHI – NIGIOTTI

Momento musicalmente solenne, che per metà è anche un’auto citazione. Però Cristicchi, pur essendo l’autore del brano, riesce a plasmarsi sull’esecuzione di Nigiotti. In una serata di cover, o presunte tali, a volte snaturate anche da quelli bravi parecchio, come Anastasio, loro hanno impreziosito ciò che prezioso già lo era.

MIKA POCO

Con grande rispetto e con la semplicità che è propria dei grandi, quelli veri, porta sul palco il meglio della musica d’autore, modulando la in base alle sue tonalità così speciali. Picco di bravura, di grazia e, udite udite, di stile. Come un alieno che metta piede in un pianeta non suo.

ROBERTO BENIGNI

Mai chiedere al genio il perché; accettare, invece, la lezione del “perché no?”.
Stavolta porta sul palco dell’Ariston il Cantico dei Cantici: scandalosamente spirituale, sensualmente sacro. Per ricordare a tutti, o almeno a chi abbia avuto la soglia di attenzione e la sensibilità adatte per capirlo, che la Bibbia per prima aveva tentato di insegnarci che ciò che è bello non dovrebbe mai essere proibito.

Paolo Marcacci

Paolo Marcacci

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