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Inchieste ultras ► Federico Ruffo: “Vi spiego come alcuni tifosi ricattano le società”

Federico Ruffo, giornalista e inviato di Report, ha firmato molte inchieste per il programma di Rai3, una però rischiava di costargli caro. Suo infatti il servizio sulla morte di un collaboratore della Juventus coinvolto nel bagarinaggio e sui rapporti tra ‘ndrangheta, ultras e alcuni dirigenti della società bianconera. Alcuni giorni dopo la messa in onda dell’inchiesta, intorno alle 4 del mattino, ignoti hanno cosparso di benzina l’ingresso del suo appartamento.

Gli attentatori sono fuggiti perché disturbati da un cane ma prima hanno disegnato una croce rossa sul muro della casa di Ruffo.

Quali sono state le reazioni dei colleghi giornalisti a quel gesto? Quali società sportive hanno espresso solidarietà rispetto all’episodio? Perché l’allora ministro dell’interno Matteo Salvini non ha risposto alle domande riguardo l’inchiesta?

Federico Ruffo ha svelato anche alcune novità rispetto alle nuove puntate di Report nel corso della sua intervista a “Foodsport” con Ilario Di Giovambattista, Enrico Camelio, Zeljko Pantelic e Tony Damascelli.

“Quando ho cominciato a 19 anni a Ostia era un’incognita se ci fosse posto per tutti in questo mestiere e come voi sapete non c’è e non c’era, ho raccolto più di quanto pensassi. Ho avuto l’onore di lavorare con i migliori in Rai. Report è il posto dove vorremmo lavorare un pochino tutti. Dove avrei voluto lavorare agli inizi e dove ho potuto esprimermi con una libertà che non credevo possibile, e poi devo dire che la Rai è stata generosa con me perché mi hanno affidato anche la conduzione di un programma la domenica.

In tanti spesso mi chiedono della paura di dormire, in realtà è una cosa con cui poi alla fine abbiamo fatto l’abitudine, anzi, nel giornalismo sportivo si paga molto di più di chi fa il giornalismo d’inchiesta perché l’insulto è costante.

Quello che mi rimane è l’odio, continuo e seriale prima della messa in onda di quella roba e dopo l’attentato. Sei preparato a pagare le spese del tuo lavoro, quello a cui non sei preparato è che a pagare siano le persone attorno a te.
Io credevo che dopo l’attentato si sarebbero fermati.

Per quanto tu possa estraniarti dai social comunque quella roba rimane lì, resta per sempre. Io ogni mattina mi svegliavo e c’erano tra i 100 e i 500 tifosi juventini che si auguravano che qualcuno venisse a finire il lavoro, una donna mi ha colpito molto perché ogni mattina mi scriveva un messaggio “ma ancora respiri?”

Io non amo l’idea del giornalista eroe, facciamo tutti lo stesso lavoro. Paura non puoi averne, sarebbe stupido averla.

Quello che mi ha segnato è il modo in cui mi sono sentito solo da parte di alcune frange di colleghi, di tutte le testate sportive soltanto Ivan Zazzaroni mi ha fatto una telefonata per chiedermi come stessi. Non posso dimenticare che all’indomani dell’uscita dell’inchiesta un quotidiano sportivo particolarmente colorato ha dedicato solo 3 righe.

Le squadre quanto hanno paura dei tifosi? Questo varia da piazza a piazza e da momento storico a momento storico. Bergamo ad esempio è stata una piazza dove c’era grande paura poi c’è stata una fase di grande collaborazione. La Lazio è stata per anni sotto la pressione di ultras, non lo scopro io.
Alcune società sono ricattabili grazie all’istituto della responsabilità oggettiva che è francamente antico, inutile e dannoso perché nel momento in cui tu rendi una società responsabile economicamente di quello che fanno i tifosi sposti l’equilibrio e il manico del coltello dalla parte degli ultras.
Perché quelli ti dicono se tu non mi dai i biglietti che ti chiedo io ogni domenica ti faccio fare una multa da migliaia di euro.

Salvini? Anche lì si genera una condizione complicata perché in un rapporto normale con la stampa, un ministro dell’interno che non ti risponde rispetto a una foto compromettente con un capo ultras, avrebbe creato imbarazzo e altri colleghi sarebbero andati a chiedere. La cosa che mi ha sorpreso è che è abbia ignorato la cosa. Quando 3 mesi prima, andai a Nemo mi trovai Salvini che mi strinse la mano dicendomi che non sarei stato solo e 3 mesi dopo non mi ha riconosciuto ed è andato via…

Il comportamento delle società? In alcune fasi sono “sotto botta” in altre fanno comodo i tifosi, in territori difficili avere gli ultras dalla tua parte significa non avere un certo tipo di rogne.


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