Il Napoli, per forza e per amore, lascia che sia il Barca a fare la partita. Il piano di Gattuso è chiaro: datemi spazi e io mi ci butto. E Mertens chiude un’azione perfetta con il suo numero preferito: angolo pescato da sinistra.
Ciro, canta il San Paolo. Ma Ciro uscirà poco dopo e sarà un danno non da poco per il Napoli. Il Barca tiene la palla e non tira in porta.
Tutto tatticamente perfetto e sogno azzurro concreto. Secondo tempo come il primo, a parte l’unico tiro in porta del Barcellona, che si tramuta in gol. È di Griezemann, che pure è in serata poco brillante.
Il Napoli reagisce e ha un’occasione facile e altre due difficili. Non vale adesso dire che il Napoli avrebbe potuto osare di più. Ma contro il Barca fai spesso ciò che puoi. Messi gioca bene, non benissimo, però è il gioco, la solita ragnatela a impedirti di essere te stesso.
Il Barca perde Vidal e chiude in dieci. Nessuno se ne accorge. Finisce in parità e il sogno sfuma. Al ritorno, nonostante le assenze di cui soffrirà, sarà durissima. Difendersi e ripartire potrebbe non bastare.
Roberto Renga
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