Oggi è la Giornata della Memoria, giorno di commemorazione delle vittime dell’Olocausto.
E’ giusto commemorare, è giusto ricordare, a patto che la memoria non venga fraintesa in una memoria ideologica, a patto, cioè, che la memoria non scada in abusi della memoria storica.
Dalle riflessioni di Adorno e di Nietzsche si possono fare alcune considerazioni.
Adorno sosteneva che è fondamentale ricordare il passato di modo che gli orrori che lo hanno costellato una volta conosciuti non tornino a rinascere nel presente e nel futuro.
Per Nietzsche la giusta memoria, il giusto impiego della Storia, deve essere teso a promuovere la vita.
Possiamo allora dire che una giusta Giornata della Memoria è quella tesa a far sì che il ricordo di Auschwitz serva a evitare che quegli orrori tornino a prodursi.
Di più, serve a riconoscere quando quegli orrori ritornano sotto mutato sembiante. Magari non più in nome del primato della razza, ma del primato dell’economia e delle leggi del mercato.
Occorre evitare gli usi cattivi della memoria: oggi assistiamo a un uso ideologico della memoria per il quale il fine non è rendere giustizia alle vittime, ma giustificazione piena del presente.
Giustificazione che non fa altro che uccidere una seconda volta le vittime che invece meritano solo di essere ricordate per evitare che gli orrori tornino a ripetersi.
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