La Lazio ha battuto la Juve per la seconda volta in quindici giorni, infilando la nona vittoria consecutiva. Una grande soddisfazione per il popolo biancoceleste, una dimostrazione del grande lavoro svolto da Lotito e Tare, un applauso speciale per i giocatori. Ma il protagonista vero, assoluto, della partita è stato Simone Inzaghi che, al contrario di Sarri, ha studiato la partita perfetta. D’altronde questo serviva per avere ragione un’altra volta dei Campioni d’Italia, spinti anche dalla voglia di prendersi una rivincita dopo la sconfitta in campionato.
Inzaghi è stato perfetto nella scelta della formazione iniziale, ormai obbligata, è stato bravissimo e intelligente nelle sostituzioni – perché non bisognava rischiare con gli ammoniti – ma ancora di più è stato bravo nella gestione della gara. Mentre Sarri metteva dentro i giocatori, aspettando di trovare il colpo vincente, lui ha sempre interpretato la partita da squadra, con Lulic e Lazzari capaci di muoversi a pendolo – avanti ora uno e ora l’altro – con Luis Alberto che è sfuggito alla marcatura di Bentancur allargandosi sempre di più, con Correa a infastidire il lavoro di impostazione di Pjanic. Il tutto supportato da una condizione atletica scintillante, chiarissima nell’esplosività con cui i giocatori sono ripartiti a raffica nel secondo tempo. Insomma, un trionfo.
Alessandro Vocalelli
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