Bevono un amaro calice i tifosi della Roma. Francesco Totti, baluardo nei cuori giallorossi, ha ufficializzato l’addio alla A. S. Roma di cui ha fatto parte per così tanti anni, prima come capitano della squadra, e poi nelle vesti di dirigente.
Affermazioni asciutte, trasparenti, quelle espresse nella conferenza stampa di oggi alla sede del Coni, durante la quale Totti ha dato forma alle sue dimissioni da dirigente della società. E ha spiegato, senza giri di parole, perché la Roma, questa Roma, non è più sua.
A commentare, durante “Lavori in corso“, la vicenda, soffermandosi in particolar modo sulla linea adottata dalla società giallorossa in questi ultimi tempi, è un tifoso di prima linea della squadra, il parlamentare del Popolo delle Libertà Maurizio Gasparri.
“La sostanza è che c’è una società che guarda ad altri interessi” ha osservato in apertura il politico. Riguardo a James Pallotta, Gasparri ha sottolineato: “E’ un nemico della città, si è scavato un solco che non si potrà riempire. Il suo atteggiamento di arroganza nel confronti della città e di simboli… Poi si potrà dire che Totti non conosce l’inglese, ma c’è un sentimento popolare“.
E ancora, non usando mezzi termini: “Noi ci saremo quanto Pallotta sarà andato via. A Pallotta il disprezzo di Roma. Essere disprezzato da un popolo è una cosa grave. Avrà tutti i soldi che vuole, ma noi lo schifiamo lo stesso“.
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