Saranno vibranti le polemiche per questa Juve di ragazzini mandata in campo contro la Spal, che ha beneficiato delle scelte di Allegri al punto di conquistare una vittoria probabilmente decisiva per la lotta alla salvezza. Gli “innocentisti” ribatteranno che la Juve quasi titolare, con l’eccezione di Ronaldo, aveva perso nello stesso modo in casa del Genoa, allora come stavolta dopo una partita importantissima di Champions. Come dire che in questi casi sono anche le motivazioni, o le fatiche, a determinare le uniche cadute bianconere in campionato. Fatto sta che Allegri dovrà rimandare la festa scudetto al sabato di Pasqua, sperando che la partita allo Stadium con la Fiorentina rappresenti la volta buona. Nel frattempo si concentrerà sulla sfida di martedì contro l’Ajax, rimandando comunque la questione sulla migliore formazione da schierare alle ultime partite di campionato. Una Juve con lo scudetto sul petto come si comporterà? Chi manderà in campo? E’ chiaro che la questione e il dibattito sul principio avranno sicuramente altre occasioni. Ma la vera anomalia è un’altra: può un campionato, di tale nome e di tale tradizione, avere una squadra dominatrice che può giocare in scioltezza a sette giornate dalla fine? Di sicuro questo non è colpa della Juve, ma dei suoi (inesistenti) concorrenti.
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