La Lazio ha strameritato la finale di Coppa Italia, battendo il Milan a San Siro anche al di là del risultato finale. L’1-0 sta addirittura stretto ai biancocelesti, che hanno in pratica dominato la gara. Così come avevano fatto un mese fa, sempre a San Siro, contro l’Inter.
Insomma, brava Lazio, bravo Inzaghi e brave – scusate il paradosso necessario viste le discussioni degli ultimi tempi – anche… le riserve della Lazio. Già, perché quando la Lazio vince tutto bene e tutto in linea, quando invece la Lazio perde è colpa di qualche giocatore non all’altezza messo a disposizione della società. Poi però scopri che a conquistare la finale di Coppa Italia sono stati, partendo dalla difesa, due… riserve. Già, perché fino a tre mesi fa il trio di difesa titolare era composto – senza discussioni – da Wallace-Acerbi-Radu. Vuoi vedere che Luis Felipe e soprattutto Bastos – partito come quinto difensore nelle gerarchie – non sono poi… così male? Bastos, anzi, da due mesi a questa parte è una colonna, contro il Milan migliore in campo insieme a Correa.
Già, Correa. Un altro che nel girone d’andata è stato una riserva di lusso e solo nel ritorno è diventato un protagonista assoluto. Riserva come Caicedo, che poi scopri abbia segnato più di Cutrone. O riserva come Romulo, che sta sempre dietro a Marusic. O riserva come Parolo, capace di sostituire degnamente Milinkovic. O riserva come Badelj, che proprio il Milan avrebbe voluto l’estate scorsa – e ne aveva tutte le ragioni – come perno del centrocampo. Oh, vuoi vedere che la Lazio – quando gioca e non si espone alle figure barbine tipo Sassuolo o Chievo – è complessivamente una squadra di tutto rispetto?
Alessandro Vocalelli
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