Spettacolo

Stefania Sandrelli: “Mia figlia Amanda, la mia più grande confidente”

Direi che delle donne potremmo parlarne tutti i giorni, non solo l’8 marzo“: ha esordito così a “Io le donne non le capisco” con Sonia D’Agostino Stefania Sandrelli, autentica icona del cinema, teatro e televisione.

Ho perso mio padre molto piccola, del quale ho un ricordo molto netto: era un uomo molto bello e dolce, mi chiamava Lilla e mi trattava da grande… L’ultima volta che lo vidi mi disse ‘quando tornerai, troverai una bicicletta rossa’. La trovai quando lui non c’era più e il ricordo di questa bicicletta mi ha sostenuta tutta la vita” ha raccontato la Sandrelli, mentre della madre, “una donna libera“, ha detto che è stata “la fonte dalla quale mi sono abbeverata“.

Non ho mai fatto niente per conquistare, giusto un vestitino verde che misi per Gino Paoli, ma non ne avevo tanti, era un vestito buono cucito da mia madre per le occasioni mondane a Viareggio” ha ricordato l’attrice con il tono di voce flautato e l’aria radiosa e squisitamente trasognata che, da sempre, la contraddistinguono, aggiungendo che, per carattere, vive “delle grandissime attrazioni dalle quali non posso quasi prescindere e che mi entrano proprio dentro. La prima volta che lo vidi (Gino Paoli n.d.r), con quella voce, mi sembrava un po’ trasandato, fragile ma anche forte e poetico, mi piaceva tanto. Volli andare a vederlo alla Bussola, mi misi in prima fila, ma non avrei mai avuto l’ardire di chiedergli di ballare. Ci ha pensato lui“.

Soffermandosi in seguito sull’intenso rapporto con la figlia Amanda, avuta da Gino Paoli, Stefania Sandrelli ha affermato che “Amanda è la mia più grande confidente, il mio sostegno. Se ho bisogno di un consiglio, chiamo lei. Ho sempre confidato nel suo buonsenso”.

Di Marcello Mastroianni invece, con il quale ha lavorato nel film “Divorzio all’italiana”, l’attrice ha detto che “era bellissimo e di una gentilezza disarmante. Anche l’ultima volta che l’ho visto, mi ha rincorso fuori da Tirelli e, mentre stavo per prendere il taxi, mi salutò, mi disse che ero bella così com’ero e mi fece capire, togliendosi gli occhiali, di non ricorrere alla chirurgia estetica. Mi diede uno strumento per non fare cavolate. L’idea di non potermi riconoscere mi atterrisce“.

Redazione

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